di Daniele Baioletti

Foto per gentile concessione dell’autore: tutti i diritti riservati.

Riassumo brevemente la premessa di questa serie articoli; chi lo desidera può leggere il preambolo per esteso al seguente te link:

JOINT MOBILITY FOR POWER LIFTERS: COME INCREMENTARE LE PERFORMANCES CON UNA MIGLIORE MOBILITÀ ARTICOLARE

Questa sorta di “diario di allenamento”, nasce circa 3 mesi fa: mi venne in mente di lanciare, d’intesa con l’Accademia Italiana della Forza, un ciclo di eventi didattici sulla mobilità articolare; ideai così un percorso divulgativo nel quale sviluppare e proporre al pubblico l’importanza delle mobilizzazioni.

Punto di partenza: selezionare un atleta di PL di livello medio/alto; Antonio Contenta (86kg per 23 anni di età), serio studente di farmacia, dai buoni risultati in pedana FIPL. PR: Squat – 245 Kg, Panca – 200 Kg e Stacco da terra – 230 Kg.

Obiettivo dello studio: sottoporre il soggetto selezionato a test kinesiologici ed antropometrici all’inizio di questo “viaggio” a due e vedere se e come essi varieranno nel tempo.

All’intervista conoscitiva iniziale Antonio avverte dolori alle spalle (zona anteriore di entrambe) su parecchi dei movimenti, ed ai gomiti (di tipo invalidante, tanto che, tempo fa, gli impedivano quasi tutti gli esercizi di spinta) a livello dei brachioradiali, sempre bilateralmente; al ginocchio dx, in alcuni test.

Per la parte di kinesiologia, su un totale di 116 test manuali per i principali muscoli del corpo umano, ne trovo ben 47 deboli.”

Antonio Contenta esegue i test pre-esercizi del suo protocollo di allenamento. 
Foto per gentile concessione dell’autore: tutti i diritti riservati.

Al momento in cui scrivo, sabato 6 luglio, Antonio si è fresco reduce da un incontro con il mio stimato collega ed amico Daniele Pinto: grazie alla sua preziosa collaborazione abbiamo avuto modo di constatare se l’atleta stesse eseguendo gli esercizi nella maniera prescritta e procedere all’insegnamento dei successivi movimenti di mobilità.

Nella mia prima visita, a seguito dell’anamnesi introduttiva, ho optato per inserire da subito esercizi per caviglie e parte bassa della schiena: un totale di 9 esercizi che hanno impegnato Antonio per poco tempo, garantendogli però una buona compliance. In parole povere: se gli avessi somministrato 20 esercizi diversi non ne avrebbe probabilmente eseguito correttamente neanche uno e/o non se li avrebbe esattamente ricordati.

Dati i fastidi pregressi che avvertiva nelle recenti sedute di allenamento ci siamo concentrati su un programma di maggiore mobilizzazione della parte superiore del corpo (torace, collo, e mani/polsi); i drills per le mani sono risultati particolarmente complessi ed il collega Daniele Pinto si è visto costretto a “spacchettarle” il protocollo, per renderlo più semplici. Tuttavia la tensione e la concentrazione necessarie ad Antonio per eseguire gli esercizi lo hanno portato in regressione in alcuni dei test di valutazione.

Decidiamo comunque, di comune accordo, di portarli avanti in quanto riteniamo fondamentale che Antonio debba apprenderli a causa degli enormi stress a cui queste articolazioni sono sottoposte durante le 3 lifts (Squat, Panca Piana e Stacco da Terra).

Ci siamo inoltre visti costretti a dover momentaneamente accantonare uno dei movimenti prescelti in quanto continuava a creare fastidi al soggetto testato (non è tutto oro quello che luccica…), riservandoci di inserirlo in un secondo momento.

Daniele Pinto, nel corso della seduta di controllo, ha inoltre notato che: Il soggetto dimentica sempre di respirare durante i drill”; a questo proposito lo abbiamo introdotto al concetto di balanced relaxation/tension.

Appena tornato a casa il collega Daniele mi ha scritto un resoconto dell’incontro con Antonio che, a seguito di un nostro contatto telefonico diretto, ha ricevuto il suo nuovo programma, pur lamentando una discreta difficoltà in alcuni esercizi.

La sera stessa, dopo il secondo allenamento di mobilità articolare, Antonio mi scrive:

“Il lavoro sulla mobilità prosegue e cerco di fare il punto su questa prima fase di lavoro intrapresa con te: ti ringrazio da subito per la tua grande professionalità, pazienza, cura e tempo che stai dedicando a questo progetto e da cui io sto traendo chiari benefici.

Gli esercizi dello step 1 sono ormai assodati e inizio a poter limare qualche dettaglio per migliorarne la resa; tutto questo grazie anche al prezioso aiuto del tuo collega Daniele Pinto, validissimo pt romano che sabato mi ha seguito su tue indicazioni per oltre un’ora e mezza, controllando i movimenti già utilizzati ee introducendomi a quelli dello step 2.

La frequenza che sto tenendo è di 2/3 volte al giorno nei giorni on e almeno una nei giorni off: la routine intera dura, ad esagerare, 7/8 minuti.

I test di mobilità della colonna che cambiano in maniera evidente dopo i lavori specialistici sulla caviglia non sono “stregoneria”; per mia natura sono tendenzialmente diffidente nell’ambito dell’allenamento o comunque non di facile entusiasmi: devo ammettere però che questi lavori di mobilizzazione mi stanno fortemente convincendo perché, oltre a percepirlo, il miglioramento della perfomance è tangibile: range di movimento più ampi, rigidità inferiori e propriocezione migliorata sono tutte cose ben evidenti.

Riporto un episodio interessante: queste ultime tre settimane, per motivi di lavoro, ho avuto meno tempo e ho saltato spesso lo stretching ma ho tenuto inalterato il lavoro sulla mobilità; ebbene il range dei soliti esercizi del protocollo di  allenamento è aumentato anche senza eseguirli. Inoltre in alcuni particolari esercizi avevo bisogno di assistenza per raggiungere certe ampiezze articolari: ad oggi riesco da solo e la tensione percepita è inferiore; un caso fortuito?… Io non credo!

Riguardo la mobilità articolare mi ero sempre limitato a fare dello stretching ed esercizi assimilabili senza essere un esperto, come per la maggior parte dei praticanti in palestra; Daniele, oggi ammetto che non posso nascondermi dietro un dito: se i dettagli fanno la differenza, nel powerlifting non posso pretendere risultati con del semplice stretching fatto per “praticoneria” o “sentito dire”. Sarebbe come affermare che per crescere come atleta nel powerlifting è sufficiente seguire la teoria del “magna e spigni” (perdona il dialettalismo romanesco!) o qualche progressione lineare “old style” a oltranza; fa sorridere come idea no?…

Un lavoro serio sulla mobilità articolare porta con se una pacchetto di vantaggi a livello motorio che credo ci metta in condizione di non trattare l’argomento con troppo semplicismo:, se per migliorare le nostre alzate curiamo propriocezione, assetto, incastro, posizione di questo o quel particolare, non possiamo pensare di gestire il nostro equilibrio in modo maccheronico. Questa era un’idea che già avevo, ma che questo tipo di lavoro mi sta rafforzando: l’equilibrio del corpo, inteso come armonia, non è cosa da “Novella 2000” e non si può nè sottovalutare né, addirittura, ignorare.

Teo Kirksman, al seminario sul metodo cinese di Roma dello scorso maggio, ha sottolineato che: l’Equilibrio è una delle 4 mura della “fortezza”; le altre 3 mura sono: Forza, Potenza e Abilità. Io mi permetto di aggiungere: non intendeva “Dateci dentro con queste 3 e poi, se rimane tempo, curate l’Equilibrio” ma “Considerate questo aspetto alla pari degli altri”; le mura vanno costruite contestualmente.

Citando un motto anglosassone: per essere politycally correct  “a chain is only as strong as its weakest link”.

Penso che le parole di Antonio siano sufficienti eloquenti: non aggiungo altro.

Vi rimando a tra un mese circa, con gli aggiornamenti sui progressi di Antonio.

Stay tuned!

Qui il secondo aggiornamento sui risultati raggiunti da Antonio grazie al protocollo di allenamento somministratogli.

 

Note sull’autore

Daniele Baioletti

Movement Coach;
Dott. in Scienze Motorie e Sportive;
P.I.C.P. level 2;
Biosignature & P.I.M.S.T. practictionner;
R-Phase, I-Phase & T-Phase pratictionner;
Docente, Istruttore e Personal Trainer 4° livello F.I.P.E.;
Istruttore F.I.P.L.;
Operatore Fitness metabolico;
Tecnico Rianimatore certificato.

Per ulteriore info e contatti: www.danielebaioletti.com

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