A cura di Gianluca Pisano

 

 

 

 

 

“I pesi legano” – “ I pesi rallentano” – “ I pesi fanno male”

 

Quando iniziai, ormai più di 15 anni fa, il mio percorso nel mondo dei sovraccarichi e delle palestre, leggendo o sentendo dire da molti allenatori queste tipiche frasi mi innervosivo: da amante dei pesi volevo che tutti apprezzassero il loro potenziale e li considerassero utili come io intuivo che fossero.

Ma forse era solo passione personale e mi mancavano molte, troppe nozioni per poter giudicare.

Attualmente mi trovo ad avere una visione diversa, e ad accettare e spesso anche a sostenere queste malefiche frasi di astio contro il mondo dei pesi.
Non perché siano vere, in senso assoluto, ma perché in molti, purtroppo troppi contesti diventano, inesorabilmente, vere.

Cerchiamo di capire perché e, quindi, come poter accantonare una volta per tutte queste “leggende” contro i sovraccarichi applicati in un contesto di preparazione fisico-atletica generale.

 

 

 

 

 

Il GAP motorio

 

 

Immaginate un atleta, scegliete lo sport che preferite, che decida di implementare i propri allenamenti con della corsa.

Per migliorare determinate capacità

Situazione anche abbastanza classica.

Poniamo che il ragazzo/a non sappia correre, commetta errori notevoli.

Poniamo che usi delle scarpe non idonee e che esageri nei volumi/intensità di allenamento.

Il successo della preparazione atletica non è assolutamente scontato, le possibilità che l’atleta peggiori nel proprio sport o si infortuni a causa di determinati errori tecnici/di programmazione o di gestione della corsa sono concrete.

Ora pensate però a come correre sia un gesto abituale, che per una ragione o per l’altra tutti impariamo da bambini e manteniamo, più o meno, da adulti.

Uno schema motorio conosciuto, se pur non in maniera ottimale.

Non si può dire la stessa cosa per gli esercizi utilizzati coi sovraccarichi.

Pesate ora ad uno squat. Ad una panca piana. Ad un clean o ad altri esercizi complessi utilizzati nella preparazione fisica.

 

La tecnica in funzione dello scopo

 

 

 

 

 

C’è chi è più portato e chi meno ma nessuno possiede questi gesti nel proprio bagaglio motorio SENZA un allenamento specifico che miri, in primis , al movimento.
Allenamento che, per via di tempistiche e competenze manca nella gran maggioranza delle preparazioni atletiche.

E non stiamo parlando di simulare uno squat o panca corretti senza carico, ma stiamo parlando di trovare la maniera più efficiente per il soggetto di muovere un sovraccarico importante su un determinato piano di lavoro.
La tecnica in funzione dello scopo e non fine a se stessa.

Senza di questo, stiamo correndo senza sapere come si fa a correre, forse troppo a lungo o troppo velocemente, con una scarpa errata.

E da qui tutte le, giustissime, frasi a sfavore dei sovraccarichi.

Ma allora, viene da pensare, se basta solo lavorare sul movimento, sulla gestione dei volumi e delle intensità, spendere del tempo in tutto questo, perché non viene fatto?
Non viene fatto semplicemente perché non ci sono le competenze.

Non ci sono le competenze non perché i preparatori atletici siano svogliati o menefreghisti ma perché hanno altre 999 cose da fare più importanti dell’allenamento coi sovraccarichi e quindi, salvo rari casi, non hanno tempo e necessità di specializzarsi in qualcosa non così fondamentale.

Vediamo risultati incredibili con preparazioni fisiche non così brillanti quotidianamente.

Nulla da stupirsi.

 

 

 

 

 

 

 

Tecnica giusta o tecnica sbagliata?

 

 

 

La situazione forse peggiore è quando c’è la convinzione del sapere e viene ricercata una tecnica del tutto non funzionale allo scopo e non efficace.

Vedo spesso ragazzi lavorare duro ed impegnarsi per ricercare movimenti sotto i pesi del tutto errati, quando magari istintivamente farebbero pure di meglio.
In questo caso invito all’informazione, i dubbi si creano approfondendo la conoscenza sull’argomento, altrimenti si rimane nella propria illusione di sapere.

Quello che manca soprattutto è l’interfacciarsi, il collaborare tra diverse realtà.
Se un atleta vuole utilizzare la corsa dovrebbe innanzi tutto andare ad imparare a correre da un allenatore specifico.

Idem se un ragazzo (spero molto giovane) voglia iniziare ad utilizzare gli OLs per la preparazione fisica.

Stessa cosa per i sovraccarichi più comuni del powerlifting.

Una volta ottenuto il miglioramento voluto sarà poi l’allenatore o il preparatore, in questo caso specifico e competente in quello, che potrà trasferire e sfruttare le qualità acquisite “in campo”.

Spesso invece è richiesto tutto al preparatore, o dirittura all’allenatore.

Ed è per questo che tutt’oggi addentrandomi in quelle realtà lontane dal mondo dei sovraccarichi, lontane dal mondo del powerlifting, lontane dal mondo del weightlifting sento e vedo queste cose che per certi sembrano preistoria ma, in realtà, sono del tutto attuali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prossimamente:
-preparazione atletica: cosa ricerchiamo dai sovraccarichi.
-Preparazione atletica: Il full squat.
-preparazione atletica: Le alzate olimpiche.
-preparazione atletica: impostare il primo ciclo di preparazione. Esercizi-tecnica-volumi-intensità
– preparazione atletica: la gestione di un’intera squadra in palestra.

 

 

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