Ultima parte della trilogia sulla Panca piana.
Come imparare, da soli, a gestire il set up scapolare nella Panca piana.

In questo video il Docente Nicola Marini, assistito da Giovanni Marino, atleta della squadra Vikings Veneton e Istruttore 2017, mostrano un esercizio (Panca piana scapolare) tutt’altro che banale e che merita una descrizione approfondita.

Le scapole in panca vanno mantenute addotte e depresse, in modo tale che riescando ad offrire una superficie di appoggio stabile all’omero , da cui sia possibile generare forza.

Tutti ormai lo sanno, ma pochissimi lo fanno davvero, ed ancora meno persone lo fanno nel modo giusto! In vero, abbiamo 2 modi di raggiungere il corretto posizionamento scapolare.

1) Contrarre attivamente Romboidi, Trapezio e Gran Dorsale.

2) Far in modo che le forze ascendenti (spinta dei piedi a terra) e quelle discendenti (spinta della mano sul bilanciere) collimino sul tratto toracico e stabilizzino le scapole.

Il primo modo, e più diffuso, funziona solo nella misura in cui noi continuiamo a porre attenzione a mantenere stabile questa contrazione, cosa non sempre verosimile durante la fase di spinta in cui tutte le nostre energie sono rivolte a spingere il bilanciere. Ed è proprio per questo motivo che si verifica la classica “perdita delle scapole” in spinta anche in chi si impegna nella cura dell’assetto!

La prima utilità di questa variante, in cui la sola spinta delle mani stabilizzerà la posizione delle scapole, quindi è riassumibile nella parola SENSIBILIZZAZIONE!
Rendere l’atleta conscio: conscio di quando le scapole sono addotte e quando no, di quali angoli siano in grado di scaricare il peso sulle scapole e quali no, di cosa significhi realmente, incastrare le scapole senza irrigidirsi.
Per molti versi questa versione può essere considerata meglio della semplice Panca Paralimpica perchè non muta l’angolo di spinta e non de enfatizza (come fa la Paralimpica) così tanto la parte scapolare.

ESECUZIONE. Importante è NON SOLO lasciare i piedi in avanti, anche avere accortezza di rilassare tutta la muscolatura dalla regione addominale in giù. Perchè se tenete le gambe avanti e poi puntate i piedi, il gioco non funziona più. La seconda utilità , questa volta meno diretta, riguarda il sensibile aumento del ROM , che ci insegnerà ad avere controllo sul bilanciere e sul tratto toracico per “più strada” rispetto quella cui siamo abituati, offrendo risvolti assolutamente positivi nel momento in cui si torni ad eseguire una panca da gara.

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