a cura del Dott. Daniele Baioletti


Sono passati poco più di 2 mesi dall’ultimo articolo (qui il testo completo): io e Antonio ci saremmo dovuti incontrare un po’ di settimane fa ma l’estate, si sa, nasconde insidie…

Ovviamente ci siamo sempre tenuti in contatto ed in costante aggiornamento ed Antonio ha continuato a seguire il protocollo di esercizi assegnatogli; il 19 luglio ci siamo incontrati per fare un upgrade di quanto impostato dal collega Daniele Pinto poche settimane prima.

Ecco cosa mi ha scritto solo qualche giorno fa:

“Nelle ultime 4 settimane ho eseguito un protocollo con più movimenti rispetto alle fasi iniziali mantenendo una frequenza leggermente più rarefatta ma sempre considerando prioritaria la qualità dei movimenti, come su indicazione di Daniele. La mobilità dell’upper-body credo sia migliorata in modo più significativo rispetto alle prime fasi in particolare le spalle; oltre ai test di mobilità, che sono un il parametro intermedio di auto-valutazione in questi lavori, anche il feeling sugli esercizi in cui vengono coinvolte spalle e scapole è in miglioramento, alla panca piana ma non solo.

Durante l’incontro di Perugia ci eravamo detti di insistere su polsi, collo e tronco perché alla lunga ci sarebbero stati guadagni sia in mobilità che per la salute dell’articolazione; inoltre alcuni distretti muscolari, che Daniele nel primo articolo definiva “offline”, ho la sensazione che siano meno “off” rispetto agli inizi, ma per queste valutazioni, e soprattutto per avere dei dati precisi, sarà meglio aspettare il prossimo incontro.”

Per quanto riguarda l’allenamento delle tre powerlift, Antonio ha aggiunge questo:

“Dopo 5 settimane in cui ho dato maggior spazio a Squat e Stacco, ho iniziato un allenamento off-season più specifico per la Panca Raw ad alte ripetizioni: ho iniziato con 144 alzate settimanali al 62,2% di intensità media, per passare poi alle 104 al 69,6% della quarta settimana eseguendo un esercizio su Panca “speciale” (board, elastici o catene), variando l’ampiezza della presa nella seduta di mezzo e tenendo tra le 25 e le 35 ripetizioni allenanti a percentuali più basse. Ho percepito, al contrario di quello che mi aspettavo, meno difficoltà a tenere l’assetto ed anche un irrigidimento quasi assente, anche sotto fatica.”

Interessante questo ultimo commento, che sottolinea l’utilità della DJM per un atleta specialista nell’allenamento della forza.

Con Antonio ci siamo accordati per fissare l’incontro conclusivo di questo nostro comune percorso: in quell’occasione procederò a ripetere tutti i test kinesiologici per vedere come si sia evoluto il suo “quadro neurologico”.

Le previsioni, anche in base ai feedback del nostro atleta, lasciano presagire per il meglio; anche la sua ragazza, che lamentava un problema ad un piede, ha notato notevoli miglioramenti in seguito agli esercizi somministratigli in occasione del primo incontro con Antonio, al quale era presente.

Qui il terzo e conclusivo aggiornamento sui risultati raggiunti da Antonio grazie al protocollo di allenamento somministratogli.

 

Note sull’autore

Daniele Baioletti

Movement Coach;
Dott. in Scienze Motorie e Sportive;
P.I.C.P. level 2;
Biosignature & P.I.M.S.T. practictionner;
R-Phase, I-Phase & T-Phase pratictionner;
Docente, Istruttore e Personal Trainer 4° livello F.I.P.E.;
Istruttore F.I.P.L.;
Operatore Fitness metabolico;
Tecnico Rianimatore certificato.

Per ulteriore info e contatti: www.danielebaioletti.com


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