del Dott. Francesco Pelizza


 

Dopo l’introduzione presentata nell’articolo “ACIDITÀ E ALCALINITÀ, QUELLO CHE CONTA!” passiamo ora ad analizzare, ad uno step successivo di approfondimento, il peccaminoso ed ambito argomento Acido/Alcalino.

Basta scegliere, ed inserire diverse parole nel motore di ricerca, per leggere differenti argomentazioni, più o meno seriose, allarmiste o scientificamente corrette sull’argomento.

Il PRAL ad esempio, fenomenologia che descrive, il comportamento acido o alcalino degli alimenti nel nostro corpo, e che prende rilievo a livello medico, dove la ricerca sta cercando di dare giusta interpretazione e dimensione al fenomeno, sta maturando una buona visione di insieme del metabolismo umano; ma malgrado questo si cade abbastanza facilmente in speculazioni economiche.

Come già detto nel precedente articolo, gli studi, o raccolte di dati che comunicano valori numerici a vanvera, non mi piacciono, non perché non mi intendo di matematica, ma perché spesso si rischia di finire del limbo di misurazioni tecniche, oltre limite di affidabilità matematica degli strumenti usati.

Per cui, buttiamo via il commerciale e anche le numerologie pure, che non vengono estrapolate in conclusioni concettuali più fruibili!

La dimensione del PRAL è il METABOLISMO, e qui iniziamo a ragionare !!

 

 

Focalizziamo quindi gli “HOT SPOTs” dell’argomento:

>  Stress renale

>  Quantità di micronutrienti (minerali e vitamine) assunti quotidianamente

>  Quali carboidrati e perché

STRESS RENALE: potete mangiare benissimo, ma poco come bilancio finale di nutrimento, e il vostro corpo maggiormente catabolico sforzerà di più i reni che riterrano più sodio tramite l’ADH e aumenteranno la concetrazione media nel sangue di Cortisolo e conseguentemente adrenalina, facendo lavorare peggio e in modo più sforzato il glucagone (secreto con più frequenza) e l’insulina (che troverà meno recettori su cellule muscolari e adipose o la risposta di trasporto dentro le cellule del glucosio sarà comunque ridotta in rapporto all’insulina circolante), UNA SPIRALE NEGATIVA DI STRESS RENALE E METABOLICO !

MICRONUTRIENTI: sempre più importanti e cruciali nelle vie di sintesi di molecole organiche funzionali, e nel catabolismo di molecole ad alta resa energetica come glucosio ed acidi grassi, se carenti sbilanceranno con più facilità il metabolismo, a generare più molecole acide a minor resa energetica, ma obbligando l’organismo a servirsene sia perché usandole per lo meno verranno smaltite, e soprattutto perché l’organismo umano, è un sistema sempre acceso che richiede energia con discreta costanza; e tutti tessuti risentiranno dell’acidità.

Perché quindi si parla soprattutto di reni ?

Impropriamente si tende a pensare che diano problemi di osteoporosi, ma più ci si studia sopra e più si scopre che questo non è vero, o molto meno rilevante di altri fattori di rischio altrettanto comuni.

Il motivo più intimo rimane legano al lavoro che i reni compiono.

In 24 ore i reni filtrano in media 200litri di acqua nel nostro corpo, filtrando così tanta acqua, se essa tende ad essere acida, i reni saranno coloro che più risentono dell’ambiente acido e delle molecole acide generate che iperversano nel sangue.

Esempio: se il nostro corpo possiede 50 litri di acqua, il pH è X e la concentrazione delle molecole acide è Y, i reni dovranno subire 24 ore di acidità X e 4 volte le molecole Y, che attraverseranno in media, ognuna (le molecole) 4 volte attraverso la filtrazione renale, avendo almeno 4 opportunità al giorno di fare dei danni.

Più saremo alcalini e più i reni gioveranno di un ambiente acquoso meno dannoso e stressante!

CARBOIDRATI: il tipo di carboidrati può diventare importante, perché se ingerito sempre e con ripetitività dei pasti dalle stesse fonti alimentari, il corpo non può esserne troppo contento, anche se nutrito.

Tutta via questo è il problema minore, ciò che pesa di più è la qualità e il tipo di carboidrato.

Dei cereali, il peggior elemento è l’eccessiva lavorazione, infatti più si protraggono trattamenti per la conservazione, modificazione del gusto e composizione e complessità dell’alimento finale, più si rischia che il glucosio derivante da questa fonte sia diviso in 2 destini contemporanei:

>  Rimanere nell’intestino ed essere utilizzato dalla nostra flora, che crescendo troppo porta edema, gonfiore e l’estetica di addome gonfio o grosso, come se fosse grasso, ma semplicemente si tratta di gonfiore, perdendo quindi calorie per il nutrimento del nostro organismo

>  Entri velocemente nel nostro organismo, stimolando azioni repentine dell’insulina che troverà per altro (nella ripetitività di giorni, settimane, mesi …) l’azione contrastante di cortisolo e adrenalina, che si stabilizzano nel sangue a concentrazioni più o meno lentamente crescenti, e sempre più rilevanti, perdendo efficienza nel catabolismo del glucosio, che da energia rendendo più permissiva la sintesi e in diversi modi l’alcalinizzazione dell’organismo; ECCO UN’ALTRA SPIRALE NEGATIVA

Quando invece utilizziamo fonti energetiche variegate di carboidrati, come cereali poco lavorati (ok per pasta pane e crackers i quali ultimi vanno comunque tenuti molto limitati perché la lavorazione è già un pò più intensa), e poi soprattutto frutta, un pò di tuberi e ancora abbastanza verdura (non tanto per i carboidrati quanto per minerali e vitamine che influenzano molto direttamente il metabolismo dei carboidrati). Allora il nostro organismo giova di una situazione molto più dinamica, e favorevole !

Inoltre, troppe proteine sforzano i reni che devono aumentare la filtrazione per eliminare le scorie, e nel tempo possono subire un aumento del loro volume fino a duplicare il volume standard dei reni, generano una condizione ipertrofica dell’apparato filtrante dei reni, che infastidisce le surrenali, le quali sicuramente subiscono stress anche da questo fenomeno, e possono tendere all’ipertrofia anch’esse.

Scarsa idratazione fa sforzare i reni, poche calorie per il consumo e fabbisogno giornaliero possono dimostrarsi altrettanto (se non più) compromettenti come l’ipercalorico.

In fine per le donne preoccupate, l’increscioso problema della cellulite, si manifesta con l’acidità organica, tramite un meccanismo di difesa, in quanto il corpo, tanto per cambiare a livello dei reni dove più si percepisce l’acidità, per DILUIRE l’acidità decide di trattenere liquidi e cercare di neutralizzare il pH.

Ma se si trattengono più liquidi, in modo costante, tra giorni e mesi, e l’iperversare del ciclo mestruale che di per se è causa di ritenzione di liquidi, il sistema linfatico perde efficienza e le cellule adipose colpite da cortisolo ed estrogeni aumentano il numero, e nell’immagazzinare acidi grassi.

Lo scenario, è per ciò rilevante, e lo diventa sempre più, più ci si trascura !

Essere in salute nei decenni che passano, non è cosa di poco conto.

 

 

Per cui l’alimentazione non è banale, perché si presta a servire un organismo complesso, e le cui necessità non si lasciano imbrigliare in movimenti commerciali, quello che serve, serve a prescindere dagli scopi.

E’ dando al proprio corpo ciò che serve, che esso potrà servire i vostri scopi !

 

BIBLIOGRAFIA

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21289203

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17413116

http://www.nutrizione-clinica.it/dieta/63-cellulite-nutrizione-clinica-roma

 

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